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GLOSSARIO > FAQ - Le domande frequenti
Nella popolazione già attenta al naturale ed alle terapie di medicina alternativa (definizione che personalmente non sopporto!) era da tempo che l'amalgama veniva vista sotto una cattiva luce, ma dalle ore 23,15 del 03/09/97 lo sconcerto si diffuse a macchia d'olio.(1)
In quella data andò in onda su RAI 3 l'inchiesta di FORMAT sull'amalgama, e il quadro che ne apparve non fu di certo tranquillizzante. Personalmente trascorsi settimane a rasserenare i pazienti sui possibili effetti collaterali di questo tipo di otturazioni, garantendo loro che da tempo utilizzavo altri materiali completamente privi di mercurio.
In seguito sono state tenute tavole rotonde, serate culturali, incontri per addetti ai lavori e non ad alcuni dei quali ho partecipato in veste di relatore, cercando di portare avanti una linea di pensiero la più libera di pregiudizi di parte, senza fare né dell'inutile terrorismo, né della troppo comoda derisione.
L'amalgama è un materiale di colore metallico nel quale il 50% è mercurio (Hg), che viene miscelato ad una lega di vari metalli (argento, rame, stagno) per ottenere un composto prima plastico e facilmente modellabile, che indurisce completamente nel corso di poche ore. I vantaggi dell'otturazione in amalgama sono innumerevoli, andando dalla resistenza alla precisione marginale, dalla lunga durata del restauro, alla batteriostaticità, potendo inserire negli svantaggi esclusivamente la scarsa estetica (colore metallico) e la presenza, anche se intrappolato nella matrice, del mercurio (??).
Le problematiche legate al mercurio sono essenzialmente di due tipi:
- tossicità cronica
- alterazione del sistema immunitario
Le prime sono dovute alla tossicità assoluta(2,3,4) di questo materiale, che potrebbe liberarsi in dosi minimali dai restauri in amalgama (5) per stimolazioni meccaniche (calore, masticazione)(13,14), chimiche (acidi forti pH < 3), elettrochimiche (bimetallismo: presenza contemporanea di metalli diversi in bocca, ad es. oro e amalgama).(7)
Le alterazioni del sistema immunitario potrebbero portare a tutta una serie di problematiche di tipo autoimmune (es. artrite reumatoide) o a manifestazioni di ipersensibilità (allergie ai pollini), sempre più diffuse nella nostra società. Utile in questo caso il test MELISA (Memory Lymphocyte Immuno Stimulation Assay) messo a punto dalla Prof.ssa Vera Stejskal, immunologa dell'Università di Stoccolma. Con questo test è possibile vedere chi è sensibile, reattivo all'amalgama e chi non lo è. Il principio si basa sul fatto che il mercurio viene attaccato, per isolarlo, da cellule dette macrofagi, che però non lo digeriscono e sviluppano sulla loro superficie proteine contro il mercurio; gli anticorpi corrono per distruggere il mercurio attaccando la superficie dei macrofagi, ma in questo modo distruggono la cellula, liberando nuovamente tutto il mercurio e sviluppando una reazione a catena. In alcune persone si avrebbe quindi una guerra immunologica contro se stesse. Potrebbe essere questa l'origine di alcune patologie autoimmuni ?
Secondo la giornalista Monica Kauppi, in Svezia si stima che il 6% della popolazione abbia problematiche legate all'amalgama, e nel mondo i pazienti organizzati in varie associazioni contro l'amalgama dentale siano 35.000 – 40.000. D'altro canto solo in Svezia esiste una struttura pubblica, la Clinica dell'Amalgama di Uppsala, sotto la guida del Dott. Anders Lindvall, che si occupa di patologie legate al mercurio. In questa struttura si rimuovono circa 3 Kg. di amalgama all'anno. Secondo il Dott. Lindvall il 90% dei loro pazienti migliora, molti guariscono completamente.
Il mercurio si libera sotto forma di vapore dalle otturazioni (8,14,15) e passa nel sangue circolante, legandosi per il 50% all'emoglobina, e per il 50% alle proteine plasmatiche (7). Il 52% viene escreto con le urine, ed il 42% con le feci (6).
Il mercurio monovalente passa la barriera ematoencefalica e placentare andandosi a depositare nel cervello. Eggleston e Nylander hanno riscontrato una significativa correlazione tra otturazioni in amalgama e quantità di mercurio nella sostanza bianca e grigia del tessuto cerebrale.(9)
Molto significativo l'esperimento di Vimy (12) su pecore gravide utilizzando per le otturazioni Hg 203 radioattivo. Il mercurio radioattivo si ritrovò in grande quantità nel feto, dimostrando senza ombra di dubbio che non poteva provenire da nessuna altra fonte (es. alimentazione) se non dalle otturazioni.
Altro argomento portato avanti dai sostenitori dell'amalgama è la quantità di Hg proveniente dalla dieta, soprattutto dal pesce. Ma l'OMS nel 1991 (3) ha stabilito che il mercuro proveniente dalle otturazioni è assorbito dal corpo in dose da 3 a 17 microg/giorno, contro i 2,34 microg/giorno della dieta a base di pesce e i 0,25 microg/giorno della dieta senza pesce. L'acqua da bere ne apporta solamente 0,0035 microg/giorno.
Sempre l'OMS nel 1995 ha pubblicato un documento Consensus Statement on Dental Amalgam in cui si legge che non esiste ragione per non eseguire restauri in amalgama nelle bocche dei pazienti.
Come in molte situazioni personalmente ritengo che la verità stia nel mezzo, dipendendo molto dal singolo paziente. Si potrebbe parlare di una soglia personale di tossicità, influenzabile a sua volta da molti altri fattori esterni (alimentazione, stress, stile di vita, farmaci, depressione). Ci ritroveremmo quindi ad avere una situazione in cui il numero di otturazioni tollerate da un soggetto A sia molto superiore ad un soggetto B, ma non solo, il soggetto B potrebbe tollerare nel corso della sua vita più o meno bene le sue otturazioni, alzandosi o abbassandosi il suo personale valore di soglia in relazione agli altri fattori esterni.
Trattandosi poi di sintomi molto generici (cefalea, stanchezza cronica, nausea, tremore, stomatiti, alitosi, insonnia, depressione, irritabilità, ansia) risulta difficile correlare la patologia all'amalgama.
In ogni caso anche la rimozione deve essere fatta con molta cura (e solo in caso di effettiva necessità): l'utilizzo della diga di gomma e di potenti aspiratori eviteranno al paziente l'inalazione dei vapori; l'attesa di 4-6 settimane tra una rimozione e la successiva permetteranno all'organismo di non accusare effetti collaterali.
Più si approfondisce la problematica, più si scoprono due distinti schieramenti, con tanto di bibliografia internazionale di supporto. Il mio personale punto di vista è quello di evitare l'utilizzo dell'amalgama, dal momento che ormai i materiali alternativi offrono ottimi risultati, accompagnati anche (meno male!) da un'estetica senza pari!
Bibliografia
1- Il dente avvelenato FORMAT RAI 3 del 03/09/97
2- Vostal, J.J. et a., J. Occupat Med. 15:649-56,1973
3- WHO Criteria 118 1991 Ginevra
4- National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) NTTS ed. No PB-222-223,1973
5-Jones DW et al. Can. Dent. Assoc. J. 4906:378-395, 1983
6-RIS aprile 1993, 231-246
7-Mosca A, Villa L, Villa F, Mabellini M, Lazzari C.
Valutazione della tossicità dei restauri dentali in amalgama mediante misurazione dei potenziali elettrici. Rivista Italiana di Omotossicologia, 2/1993
8-Langan et al. JADA Vol. 115 Dec. 1987
9-Eggleston D.W, D.D.S, Nylander M. Correlation of dental amalgam with mercury in brain tissue. J Pros Dent. December 1987 Vol 58 N. 6.
10-Clarkson, T.W. , Friberg, L., Hursh, J., Nylander, M. Plenum Press ed., N.Y. Feb. 1988
11-Friberg, L., et a. Lakartidningen 83:519-22, 1986
12-Vimy, M.J., et a., J. Am. Phys. 4/90
13-SAVARE CW. PETERSON L. REINHARDT J. BOYER D. FRANK CW. CAY D. COX R. The effect of dental amalgams on mercury levels in expired air. J. Dent. Res. 60(9):1668-71. 1981
14-ABRAHAM JE. SVARE CW. FRANK CW. The effect of dental amalgam restorations on blood mercury levels. - J. Dent. Res. 63:71-3. 1984
15-Vimy M.J, Lorscheider F.L, Intra-oral Air Mercury Released from Dental Amalgam, J Dent Res 64(8):1069-1071, August, 1985.
vedi anche il capitolo amalgama in odontoiatria biologica
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